Sunday, January 29, 2012

IL DRAGO DELLA DOMENICA... SUNDAY DRAGON!


Tutto ebbe inizio alle ore 14:30. Io credo che questa volta il terrore sia vero e palpabile. Ancora una volta bravi! Rebecca, Riccardo e Cav. Alan (alias daddy!)

LA TREDICESIMA ORA


Dal film La venticinquesima ora di Spike Lee (2002)


Siete mai andati al supermercato alle 13:00 di una domenica di gennaio?
Io lo faccio, qualche volta, quando la sera prima non ho fatto in tempo a fare la spesa, quando mi mancano all'improvviso idee e ispirazione per il pranzo domenicale, quando finisce la lettiera dei gatti e quando dopo il caffé si fa impellente il desiderio di cioccolato. Ci vado camminando piano, sulla Cassia, tra le macchine in fila ai semafori, persone in viaggio verso un pranzo già pronto -nonni, suoceri, parenti, amici, semplici benefattori che qualcuno non ha.
Li osservo, non sembrano affatto felici. Forse pensano già a domani: alba, caffé, l'acqua fredda sul viso, un maglione più caldo che metta di buon umore e protegga dal grigio di tutti i lunedì. Incontro un'amica. Lavoriamo insieme. Ha la faccia stanca perché è stata via una settimana intera con gli studenti in Olanda. Le dico, ma perché non te ne ritorni a dormire (è sposata da poco, non ha figli...potrebbe dormire tutto il giorno!). Ma è dovuta uscire a fare la spesa, perché suo marito "non sa fare un cazzo". Le dico che ho preparato le lasagne, se vuole ne ho ancora un bel po' in forno. Noi abbiamo mangiato abbastanza. Ma lei declina il mio invito. Mi viene da ridere, anche più del necessario.


Arrivo al supermercato ed è' l'ultimo giorno di una delle cassiere. C'è aria di nostalgia tra i colleghi. E pensare che tutti i giorni avranno litigato per i turni del sabato o chi sta al banco pesci.
Ma adesso lei se ne va, in un'altra sede solo qualche chilometro da qui. Qualcuno dice "t'invidio" e "beata te". Ricominciare, a volte si cerca soltanto un' occasione per ricominciare.
Alle casse si scopre che chi viene al supermercato la domenica nella tredicesima ora non è gente comune, non appartiene alla schiera di quelli che organizzano tutto il giorno prima, prevedendo tutto nei minimi dettagli, con cura, come generali in una battaglia navale.

In cassa mettono in fila cose inutili, comprate alla rinfusa: sul nastro scorrono storie. C'è la vedova che non ha più nessuno e che odia la domenica, odia l'odore di ragù nell'ascensore, odia i passi dei nipoti che arrivano di corsa a pranzare dai nonni all'ultimo piano. E odia il suo balcone di fiori secchi da estirpare. Ha comprato del terriccio nuovo e una paletta per rinvasare. C'è anche una lampadina, che non sa cambiare. Ogni volta che entra nel bagno deve accendere le luci sul lavandino e guardare da vicino la sua faccia sola. Natura morta dal titolo: "Vedova in bagno con lampadina".

E poi c'è un uomo che crede di non avere con sé il portafogli. Si fruga come uno spacciatore preso all'aeroporto. Si mette le mani ovunque. E' penoso. Soffro al posto suo. Vorrei aiutarlo, dirgli che pago io. E' solo amnesia, lo ritrova. Ha comprato del Chianti, ne berrà prima di tornare in un salotto buio. Il televisore acceso e il vecchio cane che aspetta di essere portato a fare i bisogni per strada. Usciranno barcollando quando sarà finalmente buio. Nell'oscurità le feci del cane e la sigaretta accesa.

E' il mio turno. Auguro alla cassiera buona fortuna. Le prometto che passerò a trovarla. Del resto ho il suo numero, me l'ha dato tempo fa nel caso mi fosse servita una babysitter a ore.
Esco col mio sacchetto e la cioccolata. Mio marito sarà felice, ho comprato la sua preferita. Ne mangeremo un pezzetto insieme con il caffé. Poi ognuno di noi andrà a rubarne dell'altra dal frigorifero. E' quasi un gioco. La sera il primo a fare la scoperta urlerà "Chi ha finito la cioccolata!".

Quando torno dal supermercato, invece, cammino sempre veloce. Un uomo con le scarpe da ginnastica (addirittura mi sembra senza calzini) i lacci sciolti e una giacca di velluto aperta mi supera correndo. Dietro di lui l'autobus. L'uomo corre verso la fermata, corre e io mi fermo per vedere se ce la farà ad arrivare. Faccio il tifo per lui, uno sconosciuto senza calzini che corre per prendere il 301 che sta per arrivare. L'autista lo vede, si accorge di lui e accelera. Vuole arrivare prima, non lo vuole aspettare, è già al semaforo: rosso giallo verde... ce la fa a passare. Anche il mio maratoneta supera l'ostacolo e con un balzo è dentro, è salito, si siede in fondo. Ho tenuto il fiato in sospeso e ora posso di nuovo respirare. Sorrido, quasi quasi batto le mani. Lo so, in fondo non sarebbe accaduto nulla se non fosse salito, ma quell'uomo è uno di noi: uno dei pochi viandanti della tredicesima ora, quelli senza dimora, quelli che non vogliono tornare a casa, quelli che fuori inseguono qualcosa.

A proposito, che programmi per il pomeriggio? Pronti ad andare a guardare un pezzo coraggioso della nostra città al cinema? Sempre più come New York (Spike Lee docet)...!

POESIA DI FERNANDA

Fernanda, da La Prima Comunione (Rep. uno), 1969, smalto su tela Carlo Vincenti


Fernanda

il volto salato
colori mescolati
ad acqua di mare

torna il sole
riscalda il sorriso

la lettera è scritta
il segreto svelato.

(g.i.)

Thursday, January 26, 2012

RITRATTI DI POESIA


Sarebbe troppo lungo riuscire a mettere insieme le tante impressioni di questa full immersion nella poesia. Proverò con una sintesi:

301 piazza mancini tram semivuoto ore 9:00
obelisco ombra
fredda piazza del popolo qualche
passante viandante
solitario amante
corro corro corro
corro
in anticipo
al tempio
vago tra le colonne
rosicchiate dal tempo topo
biblioteca intorno alla poesia
forza dell'ordine
torni fra poco

poco sole poco
calore dietro l'angolo il pantheon
raffaello e la tomba
il fiore il vuoto
un re addormentato
respiro di cavallo irritato

torno tempio aperto di parole
entrano poeta lettore traduttore
scambio di pretese promesse attese
entriamo siedo tra cubi luci
video questioni inviti
poeti giovani voci suoni

macchina da scrivere
del padre una campana
ricordi tenuti a bada dai capelli
lava fredda vulcano

giovane donna bionda figlia di avvocato
mostra a venezia tecnica nuova
ignoro il significato
borsa grande sorriso squalo spiaggiato
partite di caccia scacchi
demone col bastone
cani e latrati
riemergo

tutti gli altri poeti
io chi sono?


Tuesday, January 24, 2012

STEFANO SCODANIBBIO ED EDOARDO SANGUINETI


"La poesia non è una cosa morta ma vive una vita clandestina" (E. Sanguineti)

Dal blog, Direpoesia


Stefano Scodanibbio, compagno di avventure di Edoardo Sanguineti (anche a Vicenza, il 28 aprile 2010 per Dire poesia) e di molti altri artisti, pensatori, musicisti e poeti, è morto a Cuernavaca, in Messico, nella notte tra domenica 8 e lunedì 9 gennaio 2012. Era nato a Macerata il 18 giugno 1956.

Malato da tempo, Stefano ha voluto morire nella terra che amava e cui tornava ogni anno.

Ora le sue ceneri saranno disperse nei giardini di due suoi grandi amici messicani, compositori come lui:

Ana Lara e Julio Estrada.

In questo grande silenzio, la sua musica risuona più di prima.

Monday, January 23, 2012

SALVATE IL SANTO EDITORE


ALLIMPROVVISO in collaborazione con ARCI Viterbo, Banda del Racconto, Sub Terra e Davide Ghaleb presenta, SALVATE IL SANTO EDITORE

Domenica 29 Gennaio dalle ore dalle 18 alle 20,
presso la sede dell'editore in via Roma 41 a Vetralla

Una realtà importante dell'editoria e della promozione del nostro territorio rischia di chiudere.
Davide Ghaleb ha annunciato la chiusura della casa editrice che da anni investe
sulla ricerca e la promozione di studi per la valorizzazione dei beni archeologici e storico artistici,
nonché nella pubblicazione di lavori sulla storia orale. È un pezzo importante della "filiera culturale" che perdiamo tutti.
Per questo Allimprovviso, Arci Viterbo, Banda del Racconto, Sub Terra e Davide Ghaleb editore organizzano
SALVATE IL SANTO EDITORE
un'iniziativa congiunta che prevede letture della Banda del Racconto ed esibizioni dal vivo di SubTerra Label:
Tedesko & the Monomagical band + La Guerra delle Formiche.

Ogni partecipante dovrà acquistare come biglietto di ingresso
un libro dal catalogo di Davide Ghaleb editore.
SubTerra Label è un'etichetta di musica indipendente con base a Vetralla.
Nota per essere una delle prime realtà italiane a rilasciare gratuitamente sul web i propri dischi,
secondo le modalità del copyleft, è stata fondata dal collettivo mutante post-rock
La Guerra delle Formiche e dal terrigno punkautore, nonché calzolaio di Vetralla,
conosciuto come il Tedesko.

http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/04/06/news/pirateria_musicale_stime_false-14489149/

Allimprovviso è un progetto di incursioni narrative e musicali
che da più di un anno anima il centro storico di Viterbo negli spazi più insoliti.

http://allimprovvisoaviterbo.blogspot.com

La Banda del Racconto agisce di preferenza nei territori di Viterbo e della Tuscia, della Maremma tosco-laziale,
della Campagna Romana. Brevi incursioni anche nella Capitale.
Ma ogni racconto è mondo. O no?

http://www.bandadelracconto.it/

Sunday, January 22, 2012

POESIA PER SANNA




Sanna spoke
to the green parrot

wrote on the window
with her finger on the glass
what the bird sang

flying back
to the top of the nest:

I will fly
don't ask me why
fly and fly and fly

I don't see why
not to fly

since I have a ton
of flying dreams.